Malaysian stopover!

Stretta tra la punta meridionale della Thailandia e la parte insulare che confina a sud con l’Indonesia, la Malesia è il luogo prediletto per le fermate intermedie durante voli aerei tra Italia e Australia. L’esibizionista e caleidoscopica Kuala Lumpur, qui chiamata semplicemente KL, è una specie di Singapore “povera”, dove il centro finanziario con i grattacieli più alti al mondo si affianca ai quartieri etnici che fotografano la realtà di un Paese che è  un concentrato di etnie, colori e vitalità.

10574225_10152281085942021_4429194511353441438_n

Immense foreste equatoriali giacciono ai piedi di palazzi, esercizi di stile e trionfo dell’architettura non-sense tipica delle “Tigri asiatiche”.

10394047_10152281086447021_2769146525494156804_n

Kuala Lumpur ha recentemente visto crescere la sua popolarità anche grazie all’interesse che ruota intorno alle Petronas Twin Towers, una delle più imponenti opere dell’ingegneria umana. Con 452 metri d’altezza rappresentano la modernità e il progresso economico della Malesia.

La città vanta moschee, musei e siti di importanza internazionale tra cui il Museo Nazionale della Malesia, il Museo d’arte islamica e le grotte di Batu Caves con i templi induisti. Le vie dello street food con astruse e generose prelibatezze per i gusti più strani, la coloratissima Chinatown e i vicoli dei fashion bar animano invece le bollenti notti tropicali.

In soli 4 giorni un antipasto di quello che la Malesia può offrire. Oltre a Kuala Lumpur le prossime imperdibili tappe sono: Borneo, Isole Perhentian e tutte le affascinanti coste sabbiose.

10352263_10152277708367021_6648754213389647968_n

My special Malaysian buddy Faiz 1798341_10152376927917021_7039313161348572771_n

Thailandia Express

Fra giungla e mare, nelle verdi foreste che orlavano le bianche spiagge paradisiache, tentavo disperatamente di cancellare qui il cocente addio all’Australia dopo i 2 anni appena trascorsi Down Under.
Tra un Pad Thai (letteralmente fritto alla thailandese) a colazione e spiedini piccanti divorati per strada, la Thailandia lascia sotto il palato il piacere di sapori fragranti e freschi, doratamente esotici.
IMG_7405.JPG
E’infatti lo street food l’esperienza gourmet che più mostra la vera cultura di questo incredibile Paese. A Bangkok odori di wok che bruciano olio in ogni angolo delle città pervadono l’aria, mentre innumerevoli chioschi dove trangugiare cibo espresso spuntano sin dalle prime luci dell’alba. Zuppe di noodles, involtini primavera, manzo, pollo o bovino al curry verde, spiedini di polipo piccanti, o in salsa agrodolce, o di cocco. Il tutto per pochi spiccioli.
Nella zona di Chinatown, tra stoffe e spezie, animali appesi e gioielli, tutto questo diventa mistico e indecifrabile e si perde nei vicoli tracimanti di simboli, colori, suggestioni. Si viene qui per sperimentare le più insolite prelibatezze d’Oriente: carni non identificate e spezie dai colori insoliti. E’ qui infatti che Bangkok incontra il resto dell’Asia.
Le sordide acque del Chao Praya River costeggiano i templi sgargianti della città (da non perdere il Tempio del Buddha sdraiato, Wat Pho) e ospitano il floating market come in ogni città fluviale d’Oriente che si rispetti (mercati galleggianti). Mentre la città non dorme mai, nemmeno quando lo smog e l’umidità insieme impediscono di respirare e pizzicano in gola. Club, Bar, saune, ristoranti, le immancabili bancarelle, e i numerosi centri massaggi (con finale a sorpresa) punteggiano lo scenario di Silom, uno dei punti di riferimento della nightlife a luci rosse di Bangkok. Dove la prostituzione è vietata pur essendo consuetudine acquisita ed ormai consolidata. Tra ladyboy, gay e ragazzine mano nella mano con ricchi pensionati bianchi, il quotidiano scenario notturno post-surrealista è così composto.
IMG_7554
IMG_7501
Lasciando Bangkok in autobus, ben presto interminabili file di automobili, tuk tuk e mezzi di locomozione di ogni genere, lasciano spazio a foreste tropicali che si estendono a perdita d’occhio, da cui dopo poche ore comincia ad intravedersi il mare più bello del mondo. Da Surat Thani, quando la luce solare incontra un’alba angelica e fulminea, ci si ritrova in mezzo al mare, superando un lussureggiante manto di palme stagliate contro un cielo senza nuvole, diretto verso nuovi lidi: Koh Tao, Ko Pha Ngan, Ko Samui. Si respira il senso di un mondo cristallino e atemporale, scandito soltanto dai pasti della giornata e da lunghe camminate in spiaggia fino al tramonto.
IMG_8101
IMG_7908
Koh Nang Yuan, la minuscola isola al largo delle bianche spiagge di Koh Tao, è il paradiso tropicale di coralli e conchiglie da ammirare dalla vetta delle 3 colline che la compongono collegate da una lingua di sabbia.
L’altro versante della penisola malese su cui si sdraia la Thailandia, è corredato dalle celebri perle del Mare delle Andamane su cui si basano molti dei mitologici racconti degli avventori europei, americani, russi e australiani. L’inflazionatissima Kho Phi Phi (diventata ancora più famosa dopo aver ospitato il set del film The Beach con Leonardo DiCaprio), le acque turchesi e le scimmiette delle meravigliose Railay Beach, poco distante da Ao Nang, vivace centro balneare dove brigate di giovani backpackers di mezzo mondo si radunano per bere alcol scadente e allungare le notti come a Ibiza.
bild (1)
E’ in questi remoti angoli, accessibili solo con le tipiche barche thailandesi affusolate (longtail boat), che ci si immerge nelle placide acque dai colori accesi per praticare snorkeling e diving, per incontrare sconosciute forme di vita sottomarine, tutte da ammirare. E’ sempre qui che avviene una sorta di crisi esistenziale tipica di quei momenti in cui ci si sente altrove, un passo un po’ più avanti di se stessi, e non si vuole mai più tornare su quel maledetto aereo diretto verso il mondo di ieri.
IMG_8342
IMG_8362
L’ultimo saluto al cielo sopra Bangkok è dal sessantesimo piano del Cloud 47 Skybar Lounge, nella diafana bellezza di un tramonto, l’ultimo di una lunga e strabiliante serie.
IMG_8488
Photogallery completa: http://on.fb.me/206AxRJ

Unti e bisunti | In giro per Matera con Chef Rubio

Nelle giornate più calde dell’anno, nella cornice di una Matera scenotecnica, ho partecipato alla produzione di una delle puntate di Unti & Bisunti in onda su DMAX, canale 52 del digitale terrestre, su Canale 136 e 137 (+1) di Sky e Canale 28 Tivù Sat.
Grazie a questa opportunità mi sono imbattuto in un incontro ravvicinato del terzo tipo con un extraterrestre del mondo televisivo contemporaneo: il talentuoso Chef Rubio, approdato in questi giorni a Matera e a Montescaglioso (ridente paesino limitrofo) per registrare le puntate che andranno in onda probabilmente tra un paio di mesi.
IMG_0350IMG_037011225866_10152773319797021_1594544714_n

Il gladiatore dei fornelli è la nuova icona mediatica dello street food italiano. Sceglie angoli che gli piacciono (mai mainstream!) con accurati sopralluoghi per realizzare un nuovo storytelling di profumi e sapori. Il fare alla Romana, la sua maestria nel fare i selfie con i migliaia di aficionados e il suo truce sguardo cinematografico rendono il suo personaggio irresistibile, vincente e capace di bucare lo schermo ogni volta che compare.

IMG_0357IMG_0435IMG_0436
Chef Rubio è il testimonial della nuova social tv culinaria. Supera la staticità 1.0 e il nazional-populismo spicciolo dei vecchi programmi di cucina. Stimola le papille gustative anche su Twitter, Instagram e Facebook mentre promuove lo spettacolo di strada (quella vera) diffondendo la cultura del cibo ad esso legata.
Ragazzine urlanti e vecchie signore inseguono incuriosite Chef Rubio alla ricerca di un momento di celebrità, mentre i suoi tatuaggi transcontinentali brillano sotto il primo sole estivo delle Murge.
Accolgo di buon grado questa nuova ossessione, onorato e compiaciuto per aver avuto l’occasione di unirmi alla troupe dello chef televisivo più alternativo d’Italia.
IMG_0420IMG_0432 IMG_0419

Tutti (i) pazzi per THE LADY, la web-serie di Lory Del Santo. CASTING

Tra varie chiacchere e society gossip, i casting di The Lady 2, la web-serie di Lory Del Santo, hanno attirato a Milano la carica dei wannabe di mezza Italia.
Il capolavoro neo dadaista di Lady Of Verona, specchio della frenesia lentissima del nulla dei nostri giorni, esaspera stralci della sua paradossale vita, rappresentando i miti liofilizzati della società contemporanea: la super donna yuppie, ricca e sexy da una parte, e l’uomo tartaruga palestrato, coatto-chic e mantenuto della Milano bene (il tipo #facciocosevedogente).
thelady002L1002018 copia thelady003L1002074 copia thelady004L1002093 copia thelady005L1002036 copiathelady006L1002069 copiathelady008L1002020 copia

Nei casting non poteva che comparire una carrellata di stereotipi umani di rara bellezza. Tra questi, memorabili, l’illustrissimo Alessandro Luca, vero protagonista della giornata e astro nascente dello showbiz da Peschiera Borromeo, la giovane escort dell’hinterland milanese, la brasiliana che muove il culo come Beyoncè, il bono palestrato di Torino, l’aspirante tronista di Salerno, un altro bono palestrato oriundo latino, ovviamente la siliconata, il tamarro bello dentro, l’attore di 190000 sconosciuti film (cameo), la smalltown girl con sua mamma più vari aficionados di Lory in cerca delle luci della ribalta. Sopra tutti tra la bionda che definisce The Lady “un capolavoro, un metro di giudizio nel definire una persona”. Se ti piace vai bene, se la contesti sei fuori.

thelady007L1002075 copia thelady009L1002058 copia thelady010L1002023 copia
thelady011L1002030 copia thelady012L1002024 copia thelady013L1002033 copia
The Lady unisce e divide l’Italia. Partecipare ai casting per la serie n. 2, è una delle gite a sfondo socio-antropologico più interessanti nel giorno della Liberazione d’Italia.
Viviamo in trepida attesa per scoprire chi diventerà protagonista di questo nuovo dogma mediatico che si snoda tra schiaffi in slow-motion, ermetiche doppiature fuori sincrono e colori desaturati fino all’inverosimile.
Proclamiamo dunque il theladynismo un degno successore del velinismo degli anni passati, nuovo paradigma della Youtubecrazia che una volta per tutte si sdogana dalla tv commerciale.
thelady016L1002082 copia thelady017L1002064 copia thelady018L1002096 copia
thelady019L1002101 copia thelady020L1002099 copia
thelady014L1002029 copiathelady015L1002043 copia
LORY DEL SANTO
thelady001L1002060 copia
TESTO: CLAUDIO AMENDOLAGINE
THE LADY LORY DEL SANTO: EPISODIO 1 (FULL)

Adieu Australia

Ero sempre stato troppo romantico per questo mondo occidentale così cinico e imbruttito, e la voglia di evadere da qualsiasi cosa cominciò sin dai primi anni della mia vita. Grazie al continuo scalpitare, e non-nonostante questo, ero finalmente riuscito a toccare gli angoli più remoti della Terra. Sfamando una volta per tutte la curiosità di volerci provare, per non arrivare ai miei 30 anni (e passa) nel rimorso di non essere riuscito a farlo, e prima ancora di finire come tutti o quasi i 30enni a scegliere i mobili della cucina le domeniche da Ikea.
Tutto questo malgrado le mille volte in cui mi avevano detto che tanto non ne valeva la pena, che alla fine avrei soltanto avuto un buco nel curriculum, che tanto con quell’accento terrone non sarei mai andato da nessuna parte. E poi sempre senza soldi, come al solito.
10849743_10152493065007021_3340128513949695042_nIMG_6688IMG_6157IMG_7193
Mi capitava spesso di chiedermi dove avevo sbagliato per avere a 30 anni ancora così tante incertezze e assolutamente nulla di pianificato. Non che avessi così tante possibilità: o tornavo a casa dai miei o giravo il mondo, dato che il momento storico non mi favoriva molto altro che inseguire sogni che altrimenti non avrei più avuto modo di realizzare.
Mentre intanto le critiche di alcune frange benpensati della società mi piovevano addosso da più parti, additando questa scelta di partire lontano come uno dei più grossi sbagli che si potesse commettere.
Ignorai tutto questo, pensando che almeno “sbagliando” non mi sarai perso i tramonti del Sud della Terra, non avrei mancato l’onda del Pacifico che non ti fa risalire, né perso l’opportunità di subire il fascino esoterico di Madre Natura, ancor prima che uno shopping center arrivi ormai ad infestare anche l’Antartica.
Malgrado l’età ormai adulta cominciasse a far sentire le sue occorrenze, avevo scelto di uscire da questa presunta confort zone per spalancare le porte dell’ignoto. Ancora non sapevo cosa sarebbe accaduto, ma sapevo che sarei cambiato. E che sarebbe dovuto partire da me. Non sarebbero stati gli eventi stavolta a decidere per me, ma io, me medesimo, a cambiare il corso delle cose. In Australia, “terra nulius”.
IMG_7364 IMG_5167IMG_0719IMG_0764
Divorando con gli occhi lande desolate e lontanissime, innaffiando con lacrime di gioia e di speranza le foreste tropicali e lasciandomi perdutamente sedurre dal blu di oceani mai incontrati prima.
Sin dalla tenera età, non so quando esattamente da quando, ho cominciato a parlare di me al plurale. Lottando con un IO “cattivo”, che tiene a bada la mia luce, e uno “buono”, che mi spingeva verso la conquista di nuovi orizzonti.
Ormai la mia vita credo sarà così per sempre, e forse non sarò mai “stabile” come altri 32enni.  E dunque non mi resta altro che riempire di curiosità questi anni della mia vita, malgrado l’Australia sia ormai nel cassetto dei ricordi che aprirò per sentire ancora quella fresca brezza di libertà che arrivava dove nuotavo libero e felice in acque così limpide, così turchesi, così cristalline. Mentre tornavo a casa a piedi scalzi dimenticando le scarpe (dove ma poteva succedere se non in Australia?) e mentre trangugiavo un triplo sandwich seduto su spiagge di cui non si vedeva la fine, e le cui sabbie brillanti accecavano la vista delle cose e di un futuro inutile da prevedere.
IMG_2410IMG_0586IMG_0222IMG_0093
Arrivò troppo presto il momento di lasciare tutto questo, ma per fortuna mi sentivo parte di un’entità ormai compiuta, lasciando che ogni prezioso momento Down Under, fino all’ultimo minuto prima di salire su quell’aereo, entrasse già nella sfera dei miei ricordi, con quell’aura di magia che conferiva loro un fascino così speciale. Dalla fatica degli inizi a quando ormai ogni strada di Sydney cominciò a sembrarmi “familiare”.
E ora eccomi qui, straniero in patria, a dover ricominciare da zero. E mentre il mondo intero invidia la bellezza dei nostri luoghi e del nostro dolce vivere, noi stessi contribuiamo a dissacrarla, grazie alla nostra insopportabile indole lamentosa e a una crescente e quantomai banale esterofilia da sfoggiare a tutti i costi. L’italia probabilmente è già affondata ma resta un bellissimo Paese e semplicemente il modo di apprezzarla al meglio è non aspettarsi assolutamente nulla, godendosi ogni giorno tutta la bellezza che ancora c’è. Sapendo tuttavia che per noi e tutta la nostra generazione il nostro Paese è una condanna e quindi, preso atto di ciò, vivremo alla giornata, abbracciando nuovi sistemi per arrangiarsi. Come da tradizione italica, appunto.
Mal che vada, mi farò investire dalla luce dei miei ricordi, vividi e bellissimi.
Io vorrei essere me solo quando non ho paura di avere paura.
Adieu Australia.
5 cose che mi mancheranno dell’Australia
1 Nuotare prima di andare a lavoro
IMG_6834
2 Colazione dei campioni
IMG_6844
3 Cieli e tramonti
IMG_0715
4 Gli animaletti
IMG_1822
5 Water Sports
IMG_5678

Give me India any day

Più che un luogo, l’India é l’universo degli ossimori. I suoi contrastanti umori destano sconcerto, mentre l’enorme e bizzarra bellezza delle città, le verdi radure e i capolavori indu incantano.
IMG_3758
Oh, se solo fosse un po’ meno caotica, più pulita, più giusta. O ancora meno polverosa, o con meno vacche per la strada..dicono alcuni. Se solo fosse un po’ meno di questo e un po’ più di quell’altro non sarebbe senz’altro l’India, ma l’ennesimo paese bomboniera a cui noi europei siamo ampiamente avvezzi.
In un’India magica e inestinguibile, essenze di curry, curcuma e zenzero si mescolano al puzzo di plastica e gomme bruciate preparando tutto il corpo a una seconda pelle, per un’esperienza come nessun’altra sarebbe mai potuta essere.
IMG_4222
IMG_3828
Arrivato all’alba a Bombay, le porte dell’India per me si spalancano con un tremendo caldo-umido e una fitta pioggerellina monsonica, mentre in “taxi” attraverso la città tra slums e milioni di auto strombazzanti.
Comincio già a contare centinaia di volti e di scene di vita quotidiana che non andranno più via dalla mente. Clochard che per scampare alla pioggia si affrettano a costruire una dimora di fortuna in pochi minuti, mercati brulicanti che si affacciano direttamente sulle vie ostruendo i marciapiedi mentre dei ragazzini a piedi nudi nel fango tentano la fortuna ad un semaforo.
E sono solo le prime luci dell’alba.
IMG_4265
Ma, lasciando a casa l’urticante, ipocrita e oramai disperato perbenismo italo-europeo, e grazie ai miei 2 meravigliosi ciceroni “locali”, ho scoperto ben altri lati di questa gloriosa e infernale metropoli.
Non solo canali di scolo a cielo aperto, discariche improvvisate in pochi minuti o frastuono nauseabondo. Ma anche, e soprattutto, una città incredibilmente dinamica che cambia rapidamente ogni giorno, anche grazie a molti stranieri che ci vengono una volta, se ne innamorano perdutamente, e ci restano per anni, a volte per sempre. Offrendo la propria expertise per favorire opportunità di scambio e costruire nel tempo lo scenario futuribile di una nuova India.
unnamed
IMG_4011
Virando verso Nord, sulle fertili e verdeggianti colline del Rajasthan, la sublime Udajpur si adagia sul lago Pichola per creare uno degli scenari più iconici di tutta l’India. La city-lake toglie il fiato, tra sontuosi palazzi che ne evocano il suo passato glorioso e il rigoglìo tropicale delle foreste che la abbraccia tra due laghi.
Immersa in un’atmosfera mistica, la città si snoda tra meravigliose viuzze, ponticelli, tremendi scorci panoramici e non pochi centri per massaggi e trattamenti ayurvedici per accalappiare turisti. E’ la Venezia d’India, di tutto l’Est del pianeta, secondo alcuni. Ha lo sfondo delle colline e un’aria esotica travolgente.
Dove la “puzza” diventa odore, il caos iride multiforme, e il caldo umido un abbraccio dell’universo.
IMG_4191
Da Udaipur a Jodhpur, il Rajasthan percorso in autobus nelle tipiche “cuccette” appare sempre più lontano da Bombay e da tutto il resto del mondo.
E dopo un tortuoso ma affascinante viaggio on the road è la volta di Jodhpur.
The Sun City brilla di una luce divina e ha il colore del cielo per il blu delle sue case, sovrastate da diversi secoli dalla sontuosa fortezza di Mehrangarh.
IMG_4394
IMG_4265
I taxi a 3 ruote (i leggendari tuk tuk) si muovono a velocità supersoniche, incontrando il livello di intensità di suoni e rumori provocati dal perenne caos cittadino in un gomitolo di vicoli intricati.
Un persistente e complicato caldo-umido non mi impediscono di perdermi negli abissi di questa splendida perla della cultura indiana.
L’India prima aguzza i sensi con inebrianti profumi e sapori prelibati, e poi spalanca le porte a un universo di forme e colori mai conosciuto prima o altrove sul pianeta Terra.
IMG_4202
unnamed-3
unnamed-4
Namasté
unnamed-1