Belgique magnifique

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“Qui non funziona niente, eppure si va avanti lo stesso”. Avevo letto questa frase in una guida Lonely Planet durante uno dei miei pit stop in libreria prima di partire. E in effetti descrive molto bene quello che questo strano paese quadrangolare e i suoi abitanti in realtà sono. Tant’è che io stesso nei giorni seguenti – sperimentando il bizzarro servizio ferroviario belga – avrei esclamato: “Non mi lamenterò mai più dell’Italia”.

Il Belgio è oggi più o meno grande quanto la Sicilia mentre la sua storia e la sua sontuosa architettura evocano i fasti di un passato perduto, imperialista e coloniale. Anche se il presente viaggia verso una direzione completamente opposta in una società multiculturale nel cuore dell’Europa. Coesistono infatti francofoni, fiamminghi, immigrati, nativi provenienti dal Nord Africa, da altri paesi arabi e un po’ da mezzo mondo. Molenbeek ne è il fulcro vitale e così come gli altri quartieri della capitale ha una grande autonomia dal governo centrale di Bruxelles. Tutto questo dispiegarsi di percorsi avviene secondo un codice proprio di un Paese nato già “ibrido”e che lo rende tremendamente meno noioso di come me l’aspettavo!

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Stupiscono le cromìe romantiche di Bruges, mentre osservi dal treno le geometrie e il verde delle praterie delle campagne immaginando le battaglie di confine dei primi del ‘900, le abbazie lontane e i celebri birrifici.

In Belgio si producono 50 tipi di birre e in ogni angolo c’è un tempio del Dio cioccolato made in Belgium dentro cui si apre un enorme universo dolciario e di mille porcherie adorabili. I waffle, le famigerate patatine fritte belghe (qui ancora più fritte), e i frutti di mare un po’ dappertutto. Scampate con grande maestria le frequenti “tourist traps”, è facile imbattersi nell’autenticità di un posto davvero sorprendente nel quale addirittura ritornerei.
Sarà stato merito del sole incredibilmente caldo e alto, delle bike cities costruite a misura di velocipedi e non di camion e auto, dei prati verdi dove i cani non pisciano, dell’effetto specchio dei marciapiedi, della cura maniacale degli spazi pubblici o magari del commovente senso estetico che pervade ogni singola componente visibile agli occhi.

Maledetta esterofilia.

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Tips

Foodies and Chocolate lovers: Les Galeries Royales Saint-Hubert

Vintage lovers: Bernard Gavilan

 

 

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